Haiti occupa la parte occidente dell’isola di Hispaniola, che divide con la Repubblica Dominicana. La capitale è Port-au-Prince con 2 milioni di abitanti. Possiede un’estensione di 27.560 Kmq, pari a quella del Belgio, conta circa 8 milioni di abitanti ed è il paese più povero dell’America Latina. Occupa l’ultimo posto nell’indice dello Sviluppo Umana del PNUD.
Il 70% della popolazione vive in condizioni di povertà e il 65% si dedica all’agricoltura di sussistenza, resa ardua dalla deforestazione e dai cicloni tropicali, che causano ogni volta la morte di centinaia di persone.
Pur se le elezioni del febbraio 2006 hanno permesso una certa stabilità politica, Haiti deve la sua sopravvivenza quasi esclusivamente agli aiuti internazionali. Le infrastrutture sono inesistenti e la disoccupazione colpisce la maggior parte degli abitanti, molti dei quali hanno abbandonato le campagne per trasferirsi nella capitale vivendo in immense baraccopoli o emigrando illegalmente nella confinante Repubblica Dominicana, alla ricerca di un lavoro inesistente.
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Il contesto
Il fenomeno dell’inurbamento ha causato la crescita di enormi baraccopoli in cui vivono migliaia di persone in condizioni di estremo disagio e dove mancano le infrastrutture (elettricità, acqua, strade, scuole). La popolazione vive di espedienti e la criminalità è assai diffusa. In questo contesto opera la Fondazione Lakay Mwen (che in lingua locale significa casa mia), diretta dal missionario italiano Maurizio Barcaro, il quale ha creato una scuola elementare nella baraccopoli di Citè Soleil , una delle più grandi della capitale. Attraverso la scuola molti bambini ha avuto la possibilità di ricevere un’educazione di base che rappresenta la speranza per un futuro migliore. Inoltre, molti di essi definiti ‘a rischio’ sono stati recuperati e tolti dalla strada.
Una delle cause dei profondi problemi sociali che questo paese vive, deriva dal fatto che l’istruzione è sempre stata o assente o molto approssimativa. Le scuole pubbliche sono poche e malstrutturate, mentre le molte scuole private hanno generalmente finalità lucrative e sono accessibili solo a pochi. Il problema della scolarità è endemico in Haiti, sia per l’insufficienza di strutture statali (poche, inadeguate e mal gestite).
Attività previste
La scuola è sostenuta grazie ad un programma di adozioni a distanza che permette di assicurare ciò di cui gli alunni hanno bisogno: materiale didattico, libri, zainetti, divisa della scuola, vestiario ed offre un ambiente accogliente e sano, un’educazione dignitosa e presto sarà anche in grado di assicurare un pasto giornaliero.
Le attività previste sono le seguenti:
- Garantire la frequenza scolastica ai bambini in condizione di povertà
- Migliorare la loro qualità di vita e quella delle loro famiglie
- Distribuire il materiale didattici necessario e garantire una corretta alimentazione.
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